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Mozione 1 (Bartleby)

La Scuola, e non in questi ultimi anni soltanto, ha subito numerose iniezioni ricostituenti volte a migliorarne la funzionalità e l'efficienza. Questo almeno l'intendimento sempre dichiarato da tutti coloro che, di volta in volta, hanno avuto responsabilità di governo.

Ora è ben probabile che in questi mix di provvedimenti entrati a forza, ossia per decreto e con circolari ministeriali, vi siano stati elementi positivi. Opinione largamente diffusa e condivisibile è però che l'insieme di codeste ripetute iniezioni ricostituenti non ha rafforzato, bensì indebolito l'organismo scolastico.

Non può essere questa la sede per discutere se l'assenza di provvedimenti d'emergenza avrebbe reso ancor più malconcia l'istituzione in cui operiamo.

Qui mi limito solo a registrare il costante peggioramento complessivo delle condizioni del nostro lavoro, a esplicitare "l'irata sensazione di peggioramento" giusto per citare il titolo del libro-testamento di Ottiero Ottieri.

In questa chiave l'autonomia scolastica ha dato ai singoli istituti la libertà di stabilire in quale chiappa volessero le iniezioni ricostituenti, se su quella destra o su quella sinistra, se leggermente più in basso o poco più sopra.

La particolarità del nostro liceo, di cui sono sinceramente grato, è stata quella di aver saputo usare mano leggera ed ago indolore. E' la diversità, tanto per capirci, che faceva esclamare al bimbo della pubblicità "Già fatto?!".

Siccome penso che pesto, temo che molto presto,- vuoi per motivi contingenti, vuoi per le interne necessità dello stato di cose presenti- ci troveremo a dover rimpiangere persino la nostra situazione attuale è anche per questo che la mia riconoscenza al Dirigente scolastico, al Comitato tecnico- scientifico, al collegio dei Docenti e al Consiglio d'Istituo non è di facciata ma è del tutto genuina.

Il problema però rimane. e resta perché l'essenziale oggi non sono i luoghi e le modalità delle iniezioni, e nemmeno la fondata previsione di tempi più cupi, sono le iniezioni già fatte e quelle in corso, la loro frequenza accelerata e il mix di sostanze che attraverso esse sono state immesse in circolo.

Spero che quanto detto sia sufficiente a motivare la mozione che propongo e a cui vorrei dare il nome di mozione-Bartleby, in onore del personaggio di Melville.

Chi conosce il racconto sa a cosa mi riferisco. A chi non ne è a conoscenza credo sia sufficiente dire che si tratta di un modestissimo scrivano capitato nello studio di un avvocato d'affari in cerca di un posto. Egli è figura scialba ma dignitosa, ha rispetto di sè e degli altri ed è indubbiamente capace di svolgere il suo compito con operosità. Quando però il suo datore di lavoro gli chiede di sbrigare con premura una faccenda e glielo dice con " la naturale attesa della sua immediata ubbidienza" si sente rispondere con voce singolarmente mite, ma ferma: "Avrei preferenza di no". Ad ogni successiva richiesta di quel tipo la risposta è sempre la stessa: "Avrei preferenza di no". Bartleby non spiega mai la sua preferenza negativa, da quel momento si limita a ripeterla sempre.

"Avrei preferenza di no": queste sono anche le quattro parole della mia mozione con cui appunto avrei preferenza si respingessero tutte le integrazioni al P.O.F. che sono oggi all'ordine del giorno. Naturalmente non sto proponendo di trasformarci tutti in Bartleby, condividendone quindi il destino tragico, spingendo il diniego fino alle sue conseguenze estreme. Quel che propongo è solo un comportamento alla Bartleby in questo frangente e in questa questione.

Nel caso si ritenga che ciò sia da preferisi ad ogni altra decisione in merito penso però sia opportuno seguire la mozione-Bartleby oltre che alla lettera anche in ispirito. Per questo chiedo che il collegio non discuta questa mia proposta ma si limiti a metterla ai voti. Certo se volete, potete ovviamente aprire il dibattito anche su essa ma, per quel che conta, mi permetto di dirvi ce in quanto promotore della mozione-Bartleby io almeno "avrei preferenza di no".


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