Liceo Scientifico Ulisse Dini

Legalità

Gratt

INCONTRI CON LA LEGALITA‘ (Prof.ssa Di Bari  C.- Prof.ssa Pellgrino A.)
Mafia, Incontro con la legalità (Ed. La Grafica Pisana) 2008/09

Pisa 27 settembre 2013
“Il coraggio di dire NO”. La storia di Lea Garofalo conquista i ragazzi del Dini.

Aula Magna del Dini, ore 9.30. La limpida e possente voce di Francesca Prestia si leva nell’antica aula. E’ una cantastorie, erede dell’illustre e antica tradizione dei cantori orali e ha composto questa ballata per ricordare la storia di Lea Garofalo, una giovane donna calabrese, nata e vissuta in una famiglia mafiosa, che per amore della sua bimba, Denise, trova il coraggio di opporsi alla ‘ndrangheta, fugge dalla sua terra, ma viene raggiunta dalla vendetta mafiosa e uccisa il il 25 novembre del 2009. Lea viene sequestrata e scompare nel nulla; il suo corpo, si dirà più tardi, è stato sciolto nell’acido.

Francesca Prestia, anche lei calabrese, anche lei madre in una terra difficile dove educare i propri figli, con il suo canto dà voce al dolore di Lea, alla sua paura, ai suoi sogni infranti, suscitando commozione tra coloro che sono là ad ascoltarla.

Sono più di 150 gli studenti presenti oggi all’incontro con lei e Paolo De Chiara, autore del libro-inchiesta “Il coraggio di dire NO” (Falco Editore); sono tanti quante le donne ammazzate dalle Mafie e oggi infatti, partendo dalla vicenda di Lea Garofalo, si parla del ruolo delle fimmine ribelli e, in generale, del ruolo delle donne di mafia.

Le mafie uccidono le donne seguendo un codice feroce che punisce con la morte qualsiasi tradimento femminile. Persino attività innocue come chattare, intrecciare legami virtuali, basta talvolta a scatenare la sentenza definitiva perché la donna che tradisce o disonora la famiglia deve essere punita con la morte. Aprirsi al mondo, rifiutare le rigide regole del clan è una colpa gravissima perché la donna non appartiene a se stessa, ma alla famiglia. La vedova di un affiliato non può rifarsi una vita, riscoprire l’amore. Il clan non lo tollera e pretende che l’onta venga lavata dagli stessi familiari. Figli, padri, fratelli si trasformano in esecutori. E se non eseguono, muoiono a loro volta ammazzati. La donna non ha diritti, ma solo doveri legati al suo ruolo: se mogli, rafforzano la cosca d’origine unendo molto spesso l’economia di due famiglie mafiose; sono protagoniste nella direzione degli affari illeciti durante la latitanza o la detenzione del marito. Se madri conservano e trasmettono i valori amorali mafiosi nell’educazione dei propri figli. Se figlie vengono indirizzate dalla madre verso un destino di donne-madri, custodi della stabilità familiare e garanti della supremazia dei maschi.

Lea Garofalo era nata in una famiglia mafiosa: il nonno, il padre, il fratello erano mafiosi. A 13 anni si innamora di un uomo, che in seguito diventerà a sua volta un boss. A 16 anni, seguendo l”esempio delle donne della famiglia fa la fuitina, una pratica accettata per potersi sposare velocemente. A 17 anni partorisce una bimba, e da quel momento la sua vita comincia a prendere una direzione diversa dalla famiglia. Lentamente matura l’idea di volere per sua figlia una vita diversa che non sia quella della “femmina d’onore”; decide di fuggire, recide i legami familiari diventando testimone di giustizia, chiede aiuto e protezione alla legge e alle istituzioni. Entra nel programma di protezione, viene portata in un luogo ritenuto sicuro, ma Lea si sente in pericolo; è disorientata, spaventata per le conseguenze del suo gesto che ha disonorato la famiglia. Sa che la caccia è aperta, sfugge ad un attentato, si illude di poter sfuggire alla sentenza perché ha Denise, sua figlia, con sé. Sbaglia, si fida del suo ex compagno e trova la morte. Ma la morte di Lea non è una vittoria per la ‘ndrangheta. Denise, che a quell’epoca ha ormai 17 anni, raccoglie l’eredità materna e ne continua l’opera, denunciando con grande coraggio e determinazione gli affiliati al clan di cui è boss suo padre, il mandante dell’assassinio di sua madre.

Il dibattito con i ragazzi è intenso e serrato: tante sono le domande che gli alunni pongono, riguardanti la vicenda di Lea e i suoi rapporti con la famiglia, ma soprattutto molte riguardano il ruolo dell’informazione e delle istituzioni, perché è indubbio che Lea è stata uccisa nella solitudine e nell’indifferenza generale. Il libro di De Chiara suscita anche interrogativi sulle infiltrazioni mafiose che capillarmente stanno colonizzando territori e regioni del Nord Italia, riportando alcuni dati allarmanti che documentano il fenomeno, soprattutto nelle regioni più ricche -Lombardia ad es., da cui origina il 20%del PIL italiano -. Paolo De Chiara si concede con grande generosità e passione alle domande degli studenti, ripercorre le fasi più importanti della vicenda di Lea, che mettono in luce omertà e reticenze, contiguità di interessi tra attività lecite e illecite.

Il tempo vola, la campanella suona per l’inizio e la fine dell’intervallo, nessun alunno si alza per andarsene, sono gli insegnanti a ricordare che il tempo fissato per l’incontro è terminato. Grande soddisfazione dunque sia per le docenti coordinatrici, Vittoria Carla di Bari e Antonia Pellegrino, sia per le classi particolarmente attive nella realizzazione del progetto, IV B e V F, sia per tutte le altre classi che hanno partecipato all’incontro di stamani, IV A, V H, V E, V C. Soddisfazione anche per il dirigente che ha rivolto un ringraziamento particolare all’Assessore alla cultura, dott.ssa Silvia Pagnin, e all’Associazione Culturale Calabrese “Esperia”, che ha permesso materialmente la realizzazione dell’iniziativa e qui rappresentata dal Presidente, Antonino Zampaglione e dal Consigliere Pietro Cuzzola. Dal canto suo la Pagnin ha ricordato l’affidabilità e la credibilità che il Dini si è conquistato sul territorio in questi anni, proponendo progetti formativi come questo.

Vittoria Carla di Bari

[Allegato – Locandina Incontro]

 

 

SETTIMANA DELLA COSTITUZIONE AL LICEO DINI DAL 23 AL 28 SETTEMBRE
L’iniziativa in oggetto, deliberata dal collegio dei docenti, propone di affrontare “trasversalmente” e ad ampio raggio con gli studenti il contenuto ed il significato della nostra Costituzione nella certezza che la conoscenza e la comprensione critica delle varie parti della Carta possano contribuire alla crescita del “cittadino” attivo e responsabile.
Suggerimenti sitografici e documenti utili: Materiale raccolto e curato dal Prof. Bentivoglio (presso stamperia del Liceo )

Le scuole che vogliono aderire all’iniziativa possono contattare il sopraelencato docente presso questo Liceo o tramite e mail: f.bentivoglio@tiscali.it